Non ti dimenticherò

Voltarono le spalle alla folla e si misero a fantasticare sulle donne che giravano lì attorno e che loro non avrebbero potuto avere. All’improvviso, la ragazza che Renato aveva lumato fu al suo fianco. Era alta, slanciata, con un viso dolce e capelli e occhi castani che sorridevano dritti nei suoi.
«Ciao, vuoi ballare?» Invitarla gli sembrò naturale, ma l’emozione diede alla sua voce un tono alla Bee Gees e arrossì.
Lei si chiamava Rue Mazur, era di origine polacca, aveva già compiuto vent’anni e lavorava come infermiera mentre studiava per diventare medico. Lui mentì sull’età e si aggiunse due anni, almeno così sarebbero stati alla pari.
Ballarono un po’, faceva caldo, Rue scuoteva i capelli a caschetto e a lui arrivò un profumo che gli ricordò qualcosa di lontano. Gli ritornò in mente la donna alla stazione di Roma. Presero due birre e si misero a un tavolino a chiacchierare. Santo fece un cenno con la mano, un saluto con il segno della vittoria, poi sparì.

da La regola dell’eccesso

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